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    March 02

    x pensare...

    Ricordati che TU fai la differenza.
    Non cercare mai mezzi termini: non
    ce ne sono.

    La mia domanda è: tu avresti fatto
    la stessa scelta che ho fatto io?

    Ad una cena di beneficenza per
    una scuola che cura bambini
    con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti.
    Dopo aver lodato la scuola ed il
    suo eccellente staff, egli pose una
    domanda:

    'Quando non viene
    raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?'

    Il pubblico alla domanda si
    fece silenzioso.

    Il padre continuò: 'Penso che quando viene al mondo
    un bambino come Shay,
    handicappato fisicamente e mentalmente, si
    presenta la
    grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene
    nel modo in cui
    le altre persone trattano quel bambino.'

    A quel
    punto cominciò a narrare una storia:

    Shay e suo padre passeggiavano
    nei pressi di un parco dove Shay sapeva che
    c'erano bambini che
    giocavano a baseball.
    Shay chiese: 'Pensi che quei ragazzi mi faranno
    giocare?'
    Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non
    avrebbe voluto in
    squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che
    se gli
    fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo
    figlio la
    speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito
    del suo handicap,
    cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.

    Il
    padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non
    aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.
    Il ragazzo si
    guardò intorno in cerca di consenso e disse:
    'Stiamo perdendo di sei
    punti e il gioco è all'ottavo inning. Penso che
    possa entrare nella
    squadra: lo faremo entrare nel nono'

    Shay entrò nella panchina della
    squadra e con un sorriso enorme, si mise su
    la maglia del team.
    Il
    padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di
    calore
    nel petto.
    I ragazzi videro la gioia del padre all'idea
    che il
    figlio fosse accettato
    dagli altri.

    Alla fine dell'ottavo inning, la
    squadra di Shay prese alcuni punti ma era
    sempre indietro di tre
    punti.
    All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in
    campo.

    Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in
    estasi solo
    all'idea di giocare in un campo da baseball e con un
    enorme sorriso che
    andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre
    sugli spalti.

    Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un
    nuovo punto: ora, con
    due out e le basi cariche si poteva anche
    pensare di vincere e Shay era
    incaricato di essere il prossimo alla
    battuta.

    A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se
    significava
    perdere la partita?

    Incredibilmente lo lasciarono
    battere.

    Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non
    sapeva nemmeno
    tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.

    In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo
    che la
    squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel
    magico momento
    per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla
    così piano e mirando
    perché Shay potesse prenderla con la mazza.

    Il
    primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la
    palla.

    Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare
    dolcemente la
    palla a Shay.

    Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e
    questa volta colpì la palla che
    ritornò lentamente verso il tiratore.

    Ma il gioco non era ancora finito.

    A quel punto il battitore andò a
    raccogliere la palla:
    avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e
    Shay sarebbe stato eliminato
    e la partita sarebbe finita.

    Invece...

    Il tiratore lancio la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in
    modo
    che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.

    Tutti
    dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a
    gridare: 'Shay corri in prima base! Corri in prima base!'

    Mai Shay in
    tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così
    raggiunse la prima base.

    Raggiunse la prima base con occhi spalancati
    dall'emozione.

    A quell punto tutti urlarono:' Corri fino alla seconda
    base!'

    Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.

    Nel
    momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria
    aveva ormai recuperato la palla..

    Il ragazzo più piccolo di età che
    aveva ripreso la palla quindi sapeva di
    poter vincere e diventare
    l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la
    palla all'uomo in
    seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la
    lanciò
    intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e
    in modo che nessun
    altro della squadra potesse raccoglierla.

    Tutti urlavano: 'Bravo
    Shay, vai così! Ora corri!'

    Shay raggiunse la terza base perché un
    ragazzo del team avversario lo
    raggiunse e lo aiutò girandolo nella
    direzione giusta.

    Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base
    tutti urlavano di gioia.

    A quel punto tutti gridarono:' Corri in
    prima, torna in base!!!!'

    E così fece: da solo tornò in prima base,
    dove tutti lo sollevarono in aria
    e ne fecero l'eroe della partita.

    'Quel giorno' disse il padre piangendo 'i ragazzi di entrambe le
    squadre
    hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero
    amore ed
    umanità'.

    Shay non è vissuto fino all'estate successiva.

    E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere
    l'eroe
    della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre..
    non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa e le
    raccontò di aver giocato e vinto.

    ED ORA UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI
    QUESTA STORIA:

    In internet ci scambiamo un sacco di giochi e mail
    scherzose senza che
    queste ci facciano riflettere,
    ma quando si
    tratta di diffondere mail sulle scelte della vita noi esitiamo.

    Il
    crudo, il volgare e l'osceno passano liberamente nel cyber spazio,
    ma
    le discussioni pubbliche sulla decenza sono troppo spesso soppresse
    nella nostre scuole e nei luoghi di lavoro.

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